Agisce come partner strategico per le stazioni appaltanti ed i gestori immobiliari.
Fornisce supporto specialistico per la stesura dei bandi di gara, la validazione delle offerte e la gestione dell’intero contratto BIM, garantendo la conformità normativa e qualitativa dei progetti appaltati esternamente. Supervisiona l’operato di progettisti e costruttori, validando i modelli digitali per assicurare il rispetto di costi, tempi e obiettivi. Imposta il processo BIM per il Facility Management (7D), trasformando il modello digitale in uno strumento per la gestione e manutenzione efficiente dell’opera nel tempo.
Il nuovo codice appalti lo considera uno strumento fondamentale nonché obbligatorio per raggiungere l’efficienza, l’efficacia e la riduzione della complessità nei progetti pubblici. Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e il DM 560/2017, questo garantirà che i progetti siano conformi a standard normativi e qualitativi.
Tra le sfide possiamo parlare della difficoltà nella pianificazione complessa e la necessità di verificare i requisiti e l’adeguatezza dei partecipanti.
La stazione appaltante non si limita più a bandire gare e gestire contratti ma assume un ruolo strategico nella gestione digitale del processo edilizio.
I nostri obiettivi sono quelli di continuare a garantire e migliorare ove possibile la trasparenza e tracciabilità dei processi.
favorire l’integrazione tra progettisti, imprese e fornitori attraverso il modello informativo condiviso.
Digitalizzazione e interoperabilità, necessità di standard comuni (IFC, ISO 19650, UNI 11337) per garantire scambio e lettura corretta dei dati tra diversi sotfware.
Formazione e competenze, servono professionisti qualificati e costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e normative. La stazione appaltante deve acquisire competenze interne per valutare e richiedere correttamente l’uso del BIM.
Il loro successo dipende dalla capacità di integrare competenze tecniche, gestionali e digitali dalla collaborazione tra attori e l’adozione di strumenti interoperabili e trasparenti.
Le scadenze sono già operative. Verifica subito se il tuo progetto rientra nell’obbligo BIM e quali requisiti deve soddisfare il bando
| Soglia di Importo | Tipo di Opera | Obbligo BIM dal | Status |
| ≥ 100.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2022 | ✓ In vigore |
| ≥ 50.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2023 | ✓ In vigore |
| ≥ 15.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2025 | ✓ In vigore |
| ≥ 5.350.000 € | Lavori pubblici (soglia UE) | 1° gennaio 2026 | ⚡ Appena entrato |
| Tutte le opere | Nuova costruzione, manutenzione | 1° gennaio 2028 | ⏳ In arrivo |
Non vendiamo template. Offriamo un affiancamento tecnico e procedurale su misura, per ogni fase dell’appalto BIM.
| FASE 01: 📋 Stesura del Capitolato Informativo (CI) | FASE 02: ⚖️ Supporto in Fase di Gara e Valutazione dell’oGI | FASE 03: 🔍 Gestione ACDat (CDE) e Verifica Modelli |
| Redigiamo il CI su misura in base alla reale maturità digitale della Stazione Appaltante, secondo le norme UNI 11337. Ogni documento è calibrato sulle reali esigenze dell’opera e dell’Ente. | Il RUP spesso non dispone delle competenze per valutare se l’Offerta di Gestione Informativa (oGI) presentata dall’appaltatore è credibile, fattibile o semplicemente dichiarativa. | Chi controlla che i modelli consegnati siano corretti, coordinati e conformi al CI? Questa fase è spesso la più trascurata dalle PA, con conseguenze concrete sulla direzione lavori. |
| Focus: Definiamo i LOD/LOIN corretti per evitare modelli sovradimensionati, inutilizzabili o non verificabili. Un LOD mal definito è la prima causa di contenziosi. | Focus: B1P supporta la commissione giudicatrice per valutare i punteggi tecnici BIM, distinguendo proposte solide da quelle prive di sostanza metodologica. | Focus: B1P gestisce il Model Checking e la Clash Detection, validando i modelli IFC nell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat/CDE), garantendo tracciabilità e qualità. |
Gli errori più comuni che trasformano un appalto BIM in un problema legale e operativo per la Stazione Appaltante.
| L’ERRORE ❌ | LA CONSEGUENZA 📉 |
| Richiedere “LOD massimi” senza scopo | Specificare LOD 400 o 500 per tutto sovraccarica i modelli e aumenta i costi senza benefici reali per il Facility Management o il controllo. |
| Non specificare i formati aperti (IFC) | Accettare solo formati proprietari (.rvt, .dwg) espone la PA al vendor lock-in, con costi di manutenzione dati elevatissimi nel tempo. |
| Assenza di regole per la nomenclatura | Senza una naming convention nel CI, l’ACDat diventa caotico; in caso di contenzioso è impossibile trovare la versione corretta dei documenti. |
| Valutare l’oGI senza competenze tecniche | Assegnare punteggi basandosi sulla lunghezza dei documenti rischia di far vincere offerte inapplicabili che bloccano il cantiere. |
| Mancanza di flussi di approvazione | Senza un workflow formalizzato nell’ACDat, la direzione lavori perde il controllo sulle revisioni e sulla responsabilità dei contenuti. |