Agisce come partner strategico per le stazioni appaltanti ed i gestori immobiliari.
Fornisce supporto specialistico per la stesura dei bandi di gara, la validazione delle offerte e la gestione dell’intero contratto BIM, garantendo la conformità normativa e qualitativa dei progetti appaltati esternamente. Supervisiona l’operato di progettisti e costruttori, validando i modelli digitali per assicurare il rispetto di costi, tempi e obiettivi. Imposta il processo BIM per il Facility Management (7D), trasformando il modello digitale in uno strumento per la gestione e manutenzione efficiente dell’opera nel tempo.
D.Lgs. 36/2023 — Codice dei Contratti Pubblici
Le scadenze sono già operative. Verifica subito se il tuo progetto rientra nell’obbligo BIM e quali requisiti deve soddisfare il bando.
| Soglia di Importo | Tipo di Opera | Obbligo BIM dal | Status |
|---|---|---|---|
| ≥ 100.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2022 | ✓ In vigore |
| ≥ 50.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2023 | ✓ In vigore |
| ≥ 15.000.000 € | Nuove costruzioni e ristrutturazioni | 1° gennaio 2025 | ✓ In vigore |
| ≥ 5.350.000 € | Lavori pubblici (soglia UE) | 1° gennaio 2026 | ⚡ Appena entrato in vigore |
| Tutte le opere pubbliche | Nuova costruzione, ristrutturazione, manutenzione | 1° gennaio 2028 | ⏳ In arrivo |
* Fonte: D.Lgs. 36/2023, Allegato I.9 — Le date si riferiscono ai bandi pubblicati dopo la scadenza indicata. I dati sopra sono indicativi; verificare sempre la normativa aggiornata.
Non vendiamo template. Offriamo un affiancamento tecnico e procedurale su misura, per ogni fase dell’appalto BIM.
Redigiamo il CI su misura in base alla reale maturità digitale della Stazione Appaltante, secondo le norme UNI 11337. Non usiamo template “copia-incolla”: ogni documento è calibrato sulle reali esigenze dell’opera e dell’Ente.
Il RUP, spesso, non dispone delle competenze tecniche per valutare se l’Offerta di Gestione Informativa (oGI) presentata dall’appaltatore è credibile, fattibile o semplicemente dichiarativa.
Una volta aggiudicato l’appalto, chi controlla che i modelli consegnati siano corretti, coordinati e conformi al CI? Questa fase è spesso la più trascurata dalle PA, con conseguenze concrete sulla direzione lavori.
Analisi delle criticità
Gli errori più comuni che trasformano un appalto BIM in un problema legale e operativo per la Stazione Appaltante.
Il nuovo codice appalti lo considera uno strumento fondamentale nonché obbligatorio per raggiungere l’efficienza, l’efficacia e la riduzione della complessità nei progetti pubblici. Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e il DM 560/2017, questo garantirà che i progetti siano conformi a standard normativi e qualitativi.
Tra le sfide possiamo parlare della difficoltà nella pianificazione complessa e la necessità di verificare i requisiti e l’adeguatezza dei partecipanti.
La stazione appaltante non si limita più a bandire gare e gestire contratti ma assume un ruolo strategico nella gestione digitale del processo edilizio.
I nostri obiettivi sono quelli di continuare a garantire e migliorare ove possibile la trasparenza e tracciabilità dei processi.
favorire l’integrazione tra progettisti, imprese e fornitori attraverso il modello informativo condiviso.
Digitalizzazione e interoperabilità, necessità di standard comuni (IFC, ISO 19650, UNI 11337) per garantire scambio e lettura corretta dei dati tra diversi sotfware.
Formazione e competenze, servono professionisti qualificati e costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e normative. La stazione appaltante deve acquisire competenze interne per valutare e richiedere correttamente l’uso del BIM.
Il loro successo dipende dalla capacità di integrare competenze tecniche, gestionali e digitali dalla collaborazione tra attori e l’adozione di strumenti interoperabili e trasparenti.